giovedì 26 giugno 2014

I disegni del 14


E' troppo facile evidenziare quelle che sono le differenze del calcio moderno con quello degli anni passati. Non parliamo di romanticismo, non parliamo di soldi, non parliamo di grandi campioni. Parliamo di dettagli.

Sono i dettagli a creare la differenza tra un campione e un fuoriclasse, tra una vittoria e una sconfitta, tra 'un quasi gol' e l'albo d'oro e, proprio nell'albo d'oro dei Mondiali, manca una delle squadre più forti di sempre: l'Olanda di Johan Cruijff.

E' il 1974, si gioca la decima edizione del campionato del Mondo, la prima senza Coppa Rimet (il Brasile l'ha alzata per la terza volta nel cielo di Città del Messico, battendo l'Italia in finale quattro anni prima). Si gioca in quella che era la Germania Ovest uno dei Mondiali più politici della storia, secondo solo a quello che si giocherà in Argentina nel 1978.

La Germania alzerà la prima Coppa del Mondo della storia, la seconda dopo la Rimet del '54, proprio contro gli Oranje, ma è la sfida tra due fratelli che infiamma il marketing e incide anche sulle maglie del Mondiale.

Adolf Dassler fonda nel 1922 l'Adidas e con il padre e il fratello inizia a produrre le prime scarpe sportive dopo la prima guerra mondiale. Due anni dopo, però, Rudolf, fratello di 'Adi', decide di fondare la Gebrüder Dassler Schuhfabrik, quella che nel 1948 diventerà la Puma Schuhfabrik Rudolf Dassler, nota a tutti semplicemente come Puma.

Al Mondiale, una delle principali stelle del calcio mondiale, Johan Cruijff è testimonial della Puma, ma l'Olanda ha come sponsor tecnico l'Adidas. L'elegante numero 14 è uno a cui piace dare fastidio, in campo e fuori, soprattutto alla federazione olandese (su storiedifutbol.blogspot.com trovate la sua mancata partecipazione al Mondiale 1978). Uno dei tanti aspetti che non va giù a Johan riguarda proprio la sponsorizzazione.

“Io sono uomo 'Puma', conseguentemente mi rifiuto di scendere in campo con le tre strisce dell'Adidas”, tuona Cruijff. I capi della delegazione olandese si guardano spaesati. Questo qua non ne vuole sapere, le tre strisce non le mette. In fondo, sono solo tre strisce. No.

Come fare? Non c'è due senza tre è un detto che non vale per uno come Crujiff e allora via una striscia: la maglia 14 arancione avrà solo due strisce sulle maniche. La maglia del 14 è unica, unica come chi la indossa. Il primo disegno è completato.

Il secondo, invece, avviene in campo. Non è una vittoria, non è un gol, non è un assist. 19 giugno, si gioca a Dortmund la seconda giornata della prima fase a gironi. L'Olanda affronta la Svezia dopo aver battuto ad Hannover quattro giorni prima l'Uruguay.


La squadra di Georg Ericson ha costruito una gabbia su misura per Cruijff. Gli Oranje non sfondano. Gli svedesi sfruttano la maggior potenza fisica, ma in quanto a tecnica non ce n'è: gli olandesi sono nettamente superiori.

Lato corto dell'area di rigore, il centrocampista Janne Olsson si ritrova nell'insolita posizione di terzino destro, perché ha il compito di essere l'ombra di Cruijff. Il '14' non sa più cosa inventarsi quando i due si trovano affiancati, spalle alla porta.
Qui si completa il secondo disegno: Johan finge di rigiocare indietro il pallone, Olsson abbocca e, con l'interno del piede destro, Cruijff si fa scorrere il pallone tra le gambe. E' nato il Cruijff Turn, uno dei disegni più belli mai visti all'interno del rettangolo verde.

Ah, la partita finirà 0-0, ma quella è un'altra Storia di Fútbol e, a dirla tutta, neanche così interessante...


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