Questa non è una vera Storia di
Fútbol. Questa è Storia di Fútbol. E' stato il capitano della
Nazionale nel debutto Mondiale, in una delle sue ultime partite da
giocatore azzurro. Non toglietecelo.
Inutile esaltare le qualità di Andrea
Pirlo. Inutile ricordare i numeri. Chi non conosce il miglior
giocatore italiano degli ultimi anni, probabilmente è appena
sbarcato da Marte. Probabilmente, perché anche sul pianeta rosso
sono arrivate le immagini di uno dei maestri del calcio.
Ogni singolo uomo italiano vorrebbe
essere Pirlo. Dalla barba ai capelli, dal tocco di palla alla visione
di gioco, mezzo mondo invidia il numero 21 della nostra Nazionale.
Molti al suo posto giocherebbero con
gel, cerchietti, tatuaggi. Pirlo è essenziale, come il suo modo di
giocare. E' un mago, capace di far apparire semplici traiettorie che
farebbero rabbrividire Einstein ed Enrico Fermi, trova spazi che non
esistono. Pirlo è il cielo di Magritte, è la mezza dozzina di birre
per Bukowski, è il velo di Maya di Schopenhauer, è il “sapere di
non sapere” di Socrate che ci spinge al desiderio di conoscenza, è
il profumo del caffè.
Ecco, se proprio vogliamo trovare un
difetto, possiamo appellarci all'entusiasmo davanti alle telecamere,
ma è una maschera. Nella sua autobiografia, conferma che è il
fulcro dello spogliatoio di ogni squadra in cui ha giocato. Tutti
sono contenti di averlo nello spogliatoio, tranne Gattuso. Ringhio,
bersaglio dei suoi scherzi, lo ha più volte menato.
Una generazione di bambini sta
crescendo sui campetti facendosi la telecronaca all'urlo di “Pirlo
porta palla”, ma lo stesso Andrea è cresciuto con un idolo:
“Baggio. Giocare con lui è stato un sogno, ho studiato tutto per
cercare di imparare il più possibile”.
Ci perdonino Tottisti e Delpieristi, ma
ormai è evidente: dopo il Divin Codino, c'è Andrea Pirlo. Un
giocatore che si è guadagnato la standing ovation da San Siro,
Santiago Bernabeu e Maracanã. All'appello manca solo Wembley e poi
ci siamo, ma possiamo tranquillamente accontentarci.
2 Champions League, 1 Mondiale, 5
Scudetti, 1 Coppa Italia, 3 Supercoppe Italiane, 2 Supercoppe
europee, 1 Mondiale per club, 1 Europeo Under 21 (vinto da
capocannoniere), 1 bronzo olimpico ad Atene '04. Anche guardando la
sua bacheca, accontentarsi può bastare.
Pirlo, però, è uno che non si
accontenta e, a dire la verità, non ci accontentiamo neanche noi. Ci
hai regalato innumerevoli Storie, anzi, favole di Fútbol. Hai
giocato con Inter, Milan e Juve (proprio come Baggio) e continui ad
essere ammirato da tutti. Gli inglesi prima della partita di Manaus
hanno cantato God save the Queen. Noi rispondiamo così: “God save
Andrea Pirlo”.

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