Tra poche ore inizierà il Mondiale di Brasile 2014. La gara inaugurale mette di fronte il paese ospitante e la Croazia. Dal 2006, la prima partita viene però giocata dalla squadra di casa e non dal campione in carica. Un cambio avvenuto anche per colpa del Senegal, che a Seul nel 2002 ci regala una delle più grandi “Storie di Fútbol”.
Al Seoul World Cup Stadium, tutti aspettano quella Francia capace di vincere Mondiali ed Europei nel giro di due anni, trascinati da un giocatore unico nelle movenze e nella lettura di questo gioco, ma assente in questa partita: Zinedine Zidane. Invece, a sorpresa, è il Senegal a vincere, dando inizio al Mondiale degli 'underdog', dei sottovalutati e delle sorprese. Come puoi parlare di sorpresa davanti a Bruno Metsu? Uno che si è convertito all'Islam per amore della moglie e si faceva Abdu Karim. Il modulo è semplicissimo: 4-5-1, composto da Sylva; Coly, Malik Diop, Diatta, Daf; Mo. Ndiaye, A. Cissè, Diao, Bouba Diop, Fadiga e Diouf.
E chi sono questi qua? Contro ci sono giocatori come Vieira, Henry, Trezeguet, Barthez, Desailly e molti altri, ma se il calcio fosse matematica, non ci sarebbe spazio per queste storie.
A dire la verità, non ci sarebbe stato spazio per questa storia se Trezeguet, dopo aver ricevuto palla da Henry, avesse gonfiato la rete. Invece, la palla, deviata dallo sguardo di Sylva, si schianta contro il palo. Niente da fare.
Lemerre, ct francese, capisce che è una serata storta, una serata scritta al contrario. Djorkaeff, noto per la sua tecnica, ma non per il fisico, perde un brutto pallone in mezzo. Diouf si lancia sulla corsia sinistra, in mezzo si fionda Bouba Diop, anticipato da Petit. Occasione sprecata? Assolutamente no, perché in qualche modo il pallone rimane lì e Diop insacca l'1-0 alla mezz'ora. La corsa del numero 19 senegalese è diretta alla bandierina. Maglia per terra e tutti attorno a ballare. Eppure, da qualche parte avevamo già visto un giocatore africano battere un portiere campione in carica e correre all'angolo: Roger Milla, Argentina-Camerun, San Siro, Italia '90.
La Francia è stordita, questi ragazzi dalla pelle d'ebano hanno il sangue negli occhi. Nel secondo tempo, Fadiga (sì, quello preso dall'Inter e mai sceso in campo per un problema al cuore) scherza Leboeuf, ma il suo mancino sbatte contro la traversa.
Disperazione. Una storia troppo bella fermata dalla traversa? No, perché la storia ormai è scritta. Dugarry spizza, Henry controlla e, con le sue movenze da cigno, disegna un destro a giro che ipnotizza tutto lo stadio di Seul, ma il destino è scritto. Traversa e vittoria al Senegal. I 62651 spettatori del Seoul World Cup Stadium sono increduli, così come i giocatori allenati da Bruno Metsu.
Il Mondiale 2002 si concluderà agli ottavi per il Senegal. Dopo aver pareggiato contro Danimarca e Uruguay (erano avanti 3-0 contro la Celeste dopo 38 minuti), Diouf e compagni arrivano fino ai quarti di finale. Agli ottavi, si arrende la Svezia, ma nel turno successivo è il golden goal di Ilhan Mansiz a interrompere la favola senegalese. Niente lieto fine, ma un posto nelle Storie del Fútbol non può non essere riservato a loro.

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