Molti di noi sono ormai abituati alle
spese folli degli emiri arabi nel mondo del calcio: questi personaggi
multimilionari hanno rivoluzionato, anche se forse sarebbe più
giusto dire stravolto, la visione del calcio attuale.
Come se non bastassero i soldi, i
tantissimi soldi circolanti nel globo calcistico, sono arrivati negli
ultimi anni i vari Al-Makthoum e soprattutto Al-Thani a spendere e
spandere infarcendo le rispettive squadre di campioni pagati a peso
d’oro, con buona pace del tanto decantato Fair Play Finanziario e
alimentando i sogni, forse i rancori, dei tifosi delle squadre che
tanta manna dal cielo non possono permettersela.
Ma forse pochi di noi sanno che la
prima volta che uno sceicco è salito alla ribalta del calcio non è
stato per un munifico acquisto, ma… per un gol annullato in prima
persona.
A dire il nome per intero c’è il
rischio che la lingua si contorca: Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah,
nato a Madinat al-Kuwait nel 1945, è ricordato nella sua patria, il
Kuwait, come l’artefice dell’esplosione bellissima ed effimera
del movimento calcistico del piccolo e ricchissimo angolo della
Penisola arabica, che raggiunse il suo culmine nel 1982, quando il
Kuwait ottenne la storica qualificazione alla fase finale della Coppa
del Mondo in Spagna.
Risultato storico ma forse non
inatteso: la Nazionale kuwaitiana vive infatti un momento di grande
splendore, anche per merito del suddetto sceicco, presidente federale
lungimirante che ha avuto il merito di affidare la squadra ad un
brasiliano atipico, Carlos Alberto Parreira, che fino a quel momento
fece fortuna nientemeno che in Ghana.
Parreira che in Kuwait vivrà
situazioni private forti come pugni nello stomaco, come cene
disgustose servite su fogli di giornale in mezzo al deserto, ma farà
a pieno il suo lavoro portando ad esempio la squadra al trionfo nella
Coppa d’Asia nel 1980 (con annessi ricchi premi donati dallo
sceicco) e guidandola alle Olimpiadi di Mosca.
L’Asia approfitta dell’allargamento
a 24 partecipanti della fase finale dei Mondiali, portando la sua
seconda innovativa rappresentante dopo l’Iran, formazione semi (ma
anche trequarti) dilettantistica che partecipò all’edizione 1978
in Argentina, ottenendo solo un pari contro la Scozia.
Tutti gli addetti ai lavori prevedono
per il Kuwait il classico ruolo di ‘squadra materasso’, alla pari
di altre formazioni esotiche come El Salvador (che ne prenderà 10
dall’Ungheria), Nuova Zelanda e Honduras. Ma a Valladolid, nella
partita di debutto, il Kuwait è capace di regalare un colpo a
sorpresa fermando la pur declinante Cecoslovacchia: al vantaggio di
Antonin Panenka, colui che inventò quel colpo conosciuto in Italia
come cucchiaio, ma che universalmente è stato brevettato col suo
nome, risponde l’attaccante Faisal Al-Dakhil, che da quel giorno
diventerà il re.
E oltretutto, la squadra mostra un
discreto calcio, dimostrando di non essere solo un fenomeno
folkroristico con tanto di cammello circolante spensierato nella sede
del ritiro. Però, questo brasiliano atipico la sa lunga…
La seconda partita, però, è già
sulla carta proibitiva: è quella contro la super Francia del
prossimo juventino Michel Platini, di Didier Six e di Jean Tigana,
quella squadra che due anni dopo, in patria, si laureerà campione
d’Europa. E che, per non saper leggere né scrivere, scende in
campo senza preoccuparsi di far troppo male all’avversario.
Il 21 giugno 1982, allo stadio Josè
Zorrilla di Valladolid non c’è storia: all’intervallo,
nonostante le prodezze dell’estremo difensore kuwaitiano Ahmed
Al-Tarabulsi, di professione capitano dell’esercito locale, i
galletti sono avanti per 3-0.
Nella ripresa la musica non cambia, la
Francia fa quello che vuole in campo e arriva al poker, firmato da
Alain Giresse dopo due minuti dall’inizio. Gol che però viene
contestato dagli asiatici, che vanno tutti a circondare l’arbitro,
il sovietico Miroslav Stupar: avevano sentito un fischio, c’è
stato un fischio, “eravamo fermi per quello”.
Stupar nega, si dirige verso il
centrocampo e intima ai kuwaitiani di smetterla. Fin quando, dalle
tribune, non si alza una persona che fa ampi cenni come a dire: “Ora
scendo in campo io”.
E come d’incanto, accompagnato da una
catena umana di sorveglianti, appare sul terreno di gioco lui, Fahad
Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, che solerte si avvicina al fischietto di
origine ucraina e dà vita ad un conciliabolo che dura almeno cinque
minuti; il tutto sotto gli occhi stupiti di tutti i presenti, dai
tifosi ai membri della Guardia Civil arrivati per proteggere lo
sceicco.
Fasi concitate, col ct francese Michel
Hidalgo che subisce anche una 'telecamerata', prima che Stupar, come
ipnotizzato dalle parole di Al-Sabah che minaccia il ritiro della
squadra, torna clamorosamente sui suoi passi: sì, c’è fuorigioco,
il gol è da annullare.
Ora è la Francia a protestare, quasi a
rinfacciare all’arbitro la situazione imbarazzante da lui creata,
ma dura poco; i bleus si ricompongono e arrivano comunque al poker
con Maxime Bossis, dopo che il Kuwait trovò la rete della bandiera
con Abdullah Al-Buloushi. Ma lo stupore rimane. E non mancherà di
far sentire i suoi strascichi.
Pagherà più di tutti proprio Stupar,
radiato dalla lista degli arbitri internazionali della Fifa; il
Kuwait perderà anche l’ultima gara del girone, con un
onorevolissimo 1-0 patito dall’Inghilterra con gol di Trevor
Francis, visto in Italia alla Sampdoria, ma poi cadrà in un lento e
inesorabile oblio.
Chi non pagherà, anzi vedrà la
propria carriera raggiungere altri picchi, è il ct Parreira, che nel
1994 potrà diventare profeta in patria portando sul trono Mondiale
dopo 24 anni dall’ultima volta il Brasile forse meno pronosticabile
di sempre.
Lo sceicco Fahad, per quella sua,
chiamiamola così, pittoresca invasione di campo, subirà solo una
multa di 10mila dollari. Morirà nel 1990, nel pieno dell’invasione
del Kuwait da parte delle milizie irachene di Saddam Hussein; forse
in battaglia, forse colpito a morte nella presa di un aereo sul quale
intendeva fuggire dal Paese.
Di lui rimarrà comunque il ricordo di
una Storia di Fútbol storica, da qualunque punto di vista la si
voglia leggere. Quella di uno sceicco pallonaro ante litteram che,
prima di influenzare il mercato, andava direttamente a influenzare
gli arbitri…
Christian Liotta
Christian Liotta

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