Il calcio è fatto di gioie e
delusioni. Questo lo abbiamo già detto, anzi. Questo è già stato
detto svariate volte. Però, nel giorno in cui inizia il Mondiale c'è
un fantasma che va cacciato dal Maracanà. Inutile stare a ricordare
la storia del Maracanazo (chi non conosce la vittoria dell'Uruguay
contro il Brasile nel 1950 ha sbagliato pagina). Partiamo dal momento
immediatamente successivo al fischio finale dell'inglese George
Reader. Un intero paese è gettato nella disperazione: il più grande
trauma sportivo, un lutto inimmaginabile. Un lutto che colpisce
moltissime famiglie.
“Mamma, ma perché papà è così
triste?”, chiede un ragazzo che non ha ancora compiuto 12 anni
“Lascialo stare un po' da solo”,
risponde la mamma.
Nonostante il consiglio della madre,
questo bambino si avvicina al padre e gli promette: “Papà,
tranquillo. Un giorno vincerò la Coppa del Mondo”.
Il percorso d'avvicinamento a quella
che era la Coppa Jules Rimet passa anche dai 15 anni, vissuti come
nessun ragazzino ha mai fatto. Al debutto con la maglia del Santos,
entrando al posto di Del Vecchio, quel ragazzo che voleva consolare
il padre segna contro il Corinthians de Santo André. Alla sua prima
stagione in prima squadra, segna 15 reti in 11 partite.
La convocazione al Mondiale arriva nel
1958. Si vola in Svezia e il ct Vicente Feola ha la possibilità di
unire due dei dei migliori del mondo: il famoso “quasi 12enne” e
Garrincha. Nella fase a gironi, la Seleçao conquista 5 punti in tre
partite (la vittoria valeva ancora 2 punti), segnando 5 reti senza
incassarne neanche una. Si arriva ai quarti di finale, si gioca a
Goteborg. E' il 19 giugno del 1958, il Brasile gioca come sa, ma il
Galles non si lascia infilare. Ci pensa il “quasi 12enne” a
mandare la squadra di Vicente Feola in semifinale con un gol al
66esimo.
In semifinale, è tutto più facile.
5-2 alla Francia, con reti di Didi, Vavà e tripletta di quello che
nel giorno del Maracanazo non aveva ancora 12 anni. Sempre lui.
La finale si gioca il 29 giugno a
Solna, stesso stadio della semifinale. Stesso stadio e stesso
risultato. La Svezia si inchina 5-2, con i padroni di casa che hanno
la malsana idea di passare in vantaggio dopo 4 minuti con Liedholm,
che in Italia conosceremo come il Barone. Vavà ne fa due, doppietta
anche del ragazzino di prima e gol di Zagallo.
Il Brasile conquista la prima delle tre
Coppe Rimet, per la prima volta è campione del Mondo. Per la prima
volta, il Maracanazo viene messo in secondo piano. Otto anni dopo, la
promessa è mantenuta. La promessa di Edson Arantes do Nascimento.

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